Un noto quotidiano romano, un tempo prestigiosa testata capitolina ma oggi ridotto a mera tribunetta di qualche sovranista ‘de noantri‘, ha preso di mira la protezione della corsia preferenziale in viale Eritrea.

Rimasto all’età della pietra in fatto di mobilità urbana, ha cercato di convincere i lettori che quella separazione ‘nun s’ha da fare‘. Poco importa che in tutte le città progredite d’Europa si punti alla disgiunzione tra traffico pubblico e traffico privato in modo da privilegiare la velocità del primo a discapito degli ingorghi provocati dal secondo.

La battaglia di principio di certe parti politiche romane, pronte a rimestare ogni qualvolta un qualche provvedimento non gode del favore popolare unanime, è la difesa a spada tratta della sosta in seconda fila. Quella del “due minuti e arrivo”, delle quattro frecce accese quale passepartout per ogni infrazione, che in passato ha provocato enormi ingorghi su viale Eritrea e Libia con centinaia di passeggeri sui bus incolonnati senza possibilità di scorrere rapidamente; quella pratica – che tanto piace ad esempio a certi commercianti poco lungimiranti – che causava continui strombazzamenti degli automobilisti rimasti intrappolati dai due minuti che diventavano cinque, poi dieci, poi quindici e che allontanava i pedoni da quella infrequentabile camera a gas.
Sono invero gli stessi che protestano contro le piste ciclabili, contro l’allargamento dei marciapiedi e appunto contro le linee preferenziali protette. Ma fin tanto che certa parte politica romana si schiera su tali posizioni retrograde, nulla di nuovo.

Quel che stupisce è che la presidente del Municipio, Del Bello, PD, se ne sia uscita a suo tempo con un commento negativo sul provvedimento schierandosi piuttosto a favore dell’installazione delle telecamere.
Ecco, questo è molto preoccupante perché vuol dire che non ha per niente compreso il problema; che non è quello di chi transita sulla preferenziale in barba alla striscia gialla che la delimita, ma coloro che parcheggiano in seconda fila portando gli altri automobilisti a spostarsi verso destra, a ingombrare parzialmente la corsia dei bus e a costringere centinaia di persone a impiegare venti minuti invece che cinque per spostarsi da piazza Annibaliano a piazza Gondar.

A discapito delle solite polemiche politiche e di qualche azione di sabotaggio, il civile provvedimento è entrato in vigore e viale Eritrea e viale Libia hanno corsie prefernziali protette. Come in ogni città del mondo. Contenti i residenti che non sono più costretti ad ascoltare i concerti di clacson, contenti gli utenti dei bus che risparmiano anche 15 minuti nel tragitto e contenti i pedoni per il minor caos nei due viali.

[foto da web, Corriere Roma]

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